Archivio per dicembre, 2011

Marsilio festeggia 50 anni e regala l’ebook Tra le carte di un editore

giovedì, dicembre 22nd, 2011

Marsilio chiude in bellezza i festeggiamenti del suo 50° anniversario con un regalo a tutti i lettori.

Da oggi fino al 6 gennaio tutti coloro che si iscrivono alla newsletter possono scaricare gratis l’ebook Tra le carte di un editore di Cesare De Michelis, un viaggio attraverso cinquant’anni di storia della storica casa editrice veneziana, dalla collana di talenti “Primo Tempo” alle storiche collane dei “Saggi”, dalle scoperte di Susanna Tamaro e Margaret Mazzantini al successo travolgente di Stieg Larsson, 50 anni di storia visti dalle “carte di un editore”.

Per scaricare l’ebook, libero dai DRM e disponibile in formato EPUB e MOBI, cliccate sull’immagine di fianco o a questo link

Per informazioni o dubbi, scrivete a ebook@marsilioeditori.it

A voi la parola, grazie a tutti i blogger

mercoledì, dicembre 21st, 2011

Cari blogger,
con grande soddisfazione annunciamo che a solo un mese di distanza dal lancio dell’iniziativa, i 100 e-book omaggio che avevamo messo a disposizione per il progetto “Blogger di tutta Italia: a voi la parola!” sono terminati.

Abbiamo distribuito a seconda delle vostre richieste 48 e-book di Blacklands di Belinda Bauer e 52 e-book di La donna in gabbia di Jussi-Adler Olsen.

Ringraziamo tutti voi per l’entusiasmo con cui ci avete appoggiati in questo tentativo di portarvi al centro del dibattito sui nostri libri.  È molto importante per noi poterci confrontare con i vostri commenti, positivi e negativi, seguendo sui blog le discussioni che avete avviato!

Per questo stiamo raccogliendo qui una vera e propria rassegna stampa con tutti i vostri contributi, che cercheremo di tenere sempre aggiornata con le nuove recensioni che ci state segnalando.

Ancora un grazie a tutti voi, quindi, per aver accolto questo riuscitissimo primo tentativo di collaborazione!

Infine, un sincero augurio di buone feste e, come sempre, di buone letture!

A presto!

GIANCARLO DE CATALDO SCENEGGIATORE PER TU SEI IL MALE

martedì, dicembre 20th, 2011

Giancarlo De Cataldo, insieme a Salvatore De Mola e Gino Ventriglia, firmerà la sceneggiatura di Tu sei il male, adattamento cinematografico del romanzo di Roberto Costantini edito da Marsilio, che sarà prodotto da Madeleine di Carlo Macchitella in collaborazione con Rai Cinema. La scrittura inizierà nel primo semestre del 2012, con l’obiettivo di ultimare la sceneggiatura entro giugno per andare in produzione all’inizio del 2013. Il film costituirà la prima parte di un progetto più ampio, anche televisivo, di trasposizione dell’intera trilogia romanzesca di Costantini con protagonista il commissario Balistreri, di cui Tu sei il male è il primo capitolo.

Cinque ristampe, per settimane nella top ten della narrativa italiana, recensioni entusiastiche da parte dei più importanti critici letterari, in corso di traduzione in ben nove paesi: Tu sei il male, primo romanzo del cinquantanovenne Roberto Costantini, in pochi mesi si è imposto come il thriller rivelazione dell’anno, un caso editoriale non solo italiano ma internazionale, che presto arriverà anche sugli schermi cinematografici.

Alla notizia che De Cataldo, tra l’altro uno dei primissimi estimatori del romanzo, sceneggerà Tu sei il male, Roberto Costantini ha dichiarato: “Ne sono davvero felice. Non riesco a immaginare nessuno più adatto di un maestro riconosciuto del genere come l’autore di Romanzo criminale, per traghettare sul grande schermo il mio romanzo”.

I 150 anni di Italo Svevo

lunedì, dicembre 19th, 2011

 Il 19 dicembre 1961 nasceva Italo Svevo.

Le pagine che scrisse hanno fatto di lui uno dei più grandi autori della storia letteraria italiana e ci permettono oggi di festeggiare il suo 150° compleanno forti dell’immortalità delle sue parole.

Eccone alcune, tratte dall’incipit del suo secondo romanzo dal titolo quanto mai a tema: Senilità.

“Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.”

Il libro racconta la storia di un impiegato, la cui indole risponde perfettamente alla figura dell’inetto tanto cara all’autore, diviso tra la brama di amore e piacere e il rimpianto per non averli goduti.

Grandi artisti come Joyce e Montale amarono moltissimo quest’opera, mettendone in luce l’ironia e la profondità d’introspezione psicologica. Afferma a riguardo Claudio Magris che ci troviamo davanti ad “uno dei grandi romanzi erotici della letteratura che irradia quasi fisicamente la forza della seduzione… La straordinaria grandezza poetica di Svevo consiste nella capacità di far parlare le cose, di rendere la loro oggettività aldilà del bene e del male, di farle apparire sempre e comunque, anche nelle situazioni di bassezza e indegnità, naturali e inevitabili, indiscutibili”.

E gli appassionati cinefili sappiano anche che nel 1962 ne è stato tratto un omonimo film diretto da Mauro Bolognini.

Buona lettura quindi, buona visione, e buon compleanno a Italo Svevo.

Storie di rom che non fanno paura

mercoledì, dicembre 14th, 2011

Roma: cinque estremisti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla diffusione dell’odio razziale, incitamento alla violenza e alla discriminazione.

Firenze: due morti e tre feriti in due sparatorie, nel giro di poche ore, fra le bancarelle del mercato. L’artefice della strage è  un uomo intorno ai 50 anni che ha dato la caccia ad alcuni cittadini senegalesi e poi si è ucciso al termine di un inseguimento nel centro della città.

Torino: ragazza sedicenne accusa due rom di averla violentata pur di non ammettere di aver avuto un rapporto sessuale col suo ragazzo. In seguito a tale dichiarazione, un gruppo di persone incendia il campo rom.

C’è un filo rosso che lega in maniera fin troppo evidente le notizie di oggi: il razzismo verso gli stranieri che abitano nel nostro Paese.

Wikipedia, a proposito di razzismo, spiega che “nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione preconcetta e scientificamente errata (come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da molti altri approcci metodologici), che la specie umana sia suddivisa in “razze” biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, con la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare e ipotetica “razza” possa essere definita superiore o inferiore a un’altra.

Quella che ci siano differenze biologiche, quindi, è ormai risaputo che sia una convinzione errata e priva di senso. Che cosa c’è, allora, alla base di tutti i comportamenti razzisti che viviamo?

Purtroppo, come spesso accade, c’è solo un vuoto culturale, c’è la paura data da ciò che non si conosce e che quindi spaventa.

Per uscire dal buio allora, proponiamo oggi questo libro di Bianca Stancanelli che racconta storie di rom aiutandoci a conoscere più direttamente chi sono i nostri vicini, sfatando così paure e preconcetti.

“Blogger, a voi la parola”: le recensioni stanno arrivando…

lunedì, dicembre 12th, 2011

Lo scorso 8 novembre abbiamo lanciato un’iniziativa rivolta ai blogger di tutta Italia: abbiamo messo a disposizione 100 e-book gratuiti per chi fosse stato interessato a leggere e recensire La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen Blacklands di Belinda Bauer.

Ad un mese di distanza siamo felici di poter condividere le recensioni di tutti i blogger che hanno aderito all’iniziativa e che ci hanno scritto con entusiasmo.

Queste sono le prime, cercheremo poi di tenere il post sempre aggiornato aggiungendo tutte quelle che continuano ad arrivare:


 

 

Chi crede nel diritto di cronaca

lunedì, dicembre 5th, 2011

Oggi puntiamo i riflettori su chi fa coraggiosamente cultura e informazione mettendo a rischio la propria vita, su tutti quei giornalisti che ogni giorno, prima di dare una notizia, devono fare i conti con minacce a se stessi e alle proprie famiglie.

Ne parliamo per non lasciarli soli, perché illuminare mediaticamente i cronisti che lavorano in terre di confine, dando loro un volto e una voce è un ottimo modo per tutelarli e onorarli per il lavoro che coraggiosamente svolgono.

E non si tratta affatto di casi isolati: Ossigeno per l’informazione, un osservatorio che si occupa di portare alla luce tutti questi casi, sempre più frequenti, in cui i giornalisti vengono minacciati da associazioni mafiose, ci dice che in Italia negli ultimi anni hanno subito minacce ottocento giornalisti. A correre i rischi maggiori sono soprattutto quelli che lavorano per piccoli giornali, magari di provincia, dove i potenti, i prepotenti e i criminali che trovano sgradite le notizie hanno più facilità di minacciare, intimare, diffamare, innanzitutto attraverso querele che richiedono risarcimenti spropositati tali da mettere in ginocchio le piccole realtà giornalistiche non tutelate.

Bisogna allora raccontare le storie di chi racconta, come spiega in questa intervista Roberto Rossi, parlando del libro Avamposto, scritto con Roberta Mani. A cominciare dal titolo: Avamposto, che vuole proprio dare un’idea del clima in cui i giornalisti calabresi si trovano a lavorare, l’omertà che li lascia immersi nella solitudine.

Il libro Avamposto è allora proprio la testimonianza ravvicinata della realtà calabrese: il racconto delle vicende di un cronista di Crotone bastonato da tre persone incappucciate, la storia di fotografo sequestrato per aver scattato foto sgradite… Ma non ci sono eroi in Avamposto, solo persone in pericolo per aver creduto nel diritto di cronaca.

 

Il sapere e il saper fare

venerdì, dicembre 2nd, 2011

Da domani, 3 dicembre, fino all’11 dicembre chi può passi per Milano a farsi un giro ad Artigiano in Fiera: non è un evento per gli addetti ai lavori, non è un ritrovo per chi si è perso in un’artigianalità dei tempi che furono, ma è un’occasione per tutti per stare al passo coi tempi e scoprire idee nuove e belle.

Il motivo ce lo spiega Angela Padrone, autrice di Imprese da favolaquando descrive «quel desiderio di realizzare qualcosa di proprio, qualcosa che resti e testimoni un’abilità, che in fondo è uno dei pochi caratteri nazionali di cui gli italiani possono ancora andare fieri», e che è l’asso nella manica dell’Italia di oggi.

Come nel caso del FabLab, un movimento nato al Mit di Boston con il motto “do it yourself” e poi condividi il tuo lavoro con gli altri attraverso il sistema open source. Anche in Italia l’idea ha attecchito nelle vesti di un laboratorio artigianale che sta anch’esso a Milano: il Frankenstein Garage. Questi giovani artigiani imprenditori intraprendenti hanno anche un blog sottotitolato “Your things, reborn” proprio per dare il senso di un nuovo modo di intendere il fare artigianale:

- c’è l’ingrediente della tecnologia, materia prima dei nostri tempi;

- c’è la voglia di mettere insieme il fare con l’inventare, come i personaggi di Archimede e Leonardo in cui ci immedesimavamo tutti da piccoli;

- c’è, infine, la voglia di mettersi in gioco trovando nuove soluzioni, personali, collettive, nuovi modi di intendere l’artigianalità e il rapporto con essa.

E proprio questo deve essere lo spirito, secondo Stefano Micelli, autore di Futuro Artigiano, delle nuove imprese: «Intercettare le esigenze di un tipo di consumatore emergente, stanco dello standard e dell’usa e getta, che cerca in ogni oggetto anche contenuti, tradizioni ed emozioni».

«A partire dal 2000 – spiega Micelli – l’industria italiana ha dovuto sottomettersi a un iter di modernizzazione accelerata, dovuta a una serie di shock. Il primo è stato l’entrata nell’euro, che ha costretto le aziende a non contare più sul vantaggio competitivo derivato dalle svalutazioni della lira; il secondo shock è stata la concorrenza cinese, e il terzo l’entrata di nuovi e potenti strumenti informatici nella gestione delle aziende». Ma dopo la febbre, le imprese hanno inaugurato una fase di riorganizzazione tutt’ora in corso.

Dall’America una nuova corrente di pensiero già pronostica che la prossima rivoluzione industriale sarà guidata proprio dalle piccole imprese artigiane, capaci di creare prodotti innovativi e di qualità a misura di cliente. E l’Italia, patria dell’artigianato e delle piccole e medie imprese, potrebbe essere un’avanguardia di questa trasformazione dell’economia e del lavoro.

Noi l’abbiamo capito, e cerchiamo di stampare libri che queste idee le facciano circolare, cercando così, a nostro modo, di dare voce ad un futuro che riparte dal passato, rimettendo insieme il sapere e il saper fare.

  • Collegati
  • Valid XHTML
  • New Blog