27 gennaio: Giornata della memoria

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, e per questo nelle ultime settimane attraverso Facebook abbiamo cercato di proporvi, giorno dopo giorno, un diverso testo sull’Olocausto: il catalogo Marsilio è ricchissimo di testimonianze che ora vi riproponiamo.

Speriamo di essere riusciti a dare così un quadro completo che racconti e testimoni i fatti accaduti, aiutandoci a ricordarli, ad affiancarli alle riflessioni sulla nostra quotidianità, a tenerli vivi e presenti ogni volta che agiamo e costruiamo un futuro che non dovrà ripetere nè assomigliare a quel passato.

- Lucille Eichengreen, Le donne e l’OlocaustoLe donne e l’Olocausto è uno dei pochi memoriali che si concentra esclusivamente sulle donne. Raccontando la storia della propria sopravvivenza, l’autrice esplora il mondo delle altre donne che ha incontrato, dal potere femminile delle guardie SS, alle prigioniere che erano costrette a prostituirsi per il cibo.

- Adolf RudnickiCronache del ghetto: “Ogni racconto è mantenuto sul filo del rasoio fra caos e labirinto, tanto che si insinua il sospetto che il caos abbia una sua logica.” (Cesare Garboli)

- Michel Mazor, La città scomparsa: Varsavia opsitava la comunità ebraica più numeorsa d’europa…Mazor ne racconta la storia, le contraddizioni, l’operosità citando nomi, fatti, dibattiti, confronti ma soprattutto mostrando la forza di vita che il ghetto, anche nelle sue ore più tragiche, sapeva esprimere… (Frediano Sessi)

- Frediano Sessi, Carlo Saletti, Visitare AuschwitzSe qualcuno quest’anno per la Giornata della Memoria avesse pensato di andare a visitare il campo di Auschwitz, questo è un libro che aiuta ad orientarsi, a capire, e a riflettere.

Dwork Deborah, Nascere con la stellaCome fu la vita dei bambini e degli adolescenti ebrei durante il nazismo? Che percezione ebbero dei terribili mutamenti, quali furono i loro sogni, le loro speranze, i loro incubi?

- Frediano Sessi, Prigionieri della memoriaQuindici anni dopo la fine della guerra due giovani, che nel settembre del ’44 sono stati protagonisti su fronti opposti di una rappresaglia, si incontrano.

- Der NisterPrologo di uno sterminioDer Nister le definì Faln: narrazioni relativamente brevi che s’ispirano a fatti realmente accaduti. Storie di estrema crudezza che costituiscono uno dei rarissimi documenti sull’universo dei ghetti dell’est europeo prima che avesse inizio l’Olocausto.

- Elisa SpringerIl silenzio dei vivi: Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata e deportata ad Auschwitz con il convoglio in partenza da Verona il 2 agosto 1944. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le consentono di tornare tra i vivi e per cinquant’anni la sua storia cade nel silenzio assoluto. La sua vita si normalizza, nasce un figlio. Cinquant’anni dopo proprio questo figlio, Silvio, vuole capire, sapere e lei, per amore di madre, ritrova le parole che sembravano perdute.

- Edith BruckSignora Auschwitz: il dono della parola” è anche il suo eterno tormento; il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire e il desiderio di fuga riaccende un insopprimibile senso di colpa, come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento.

- Carlo Saletti, La voce dei sommersi: Questo libro sfata il mito tragico del silenzio degli innocenti e la convinzione ancor più radicata che i “corvi neri” dei crematori fossero ebrei che avevano deciso di collaborare con i nazisti per distruggere i loro fratelli, rende la parola ai “sommersi”, fa sentire la loro voce di testimoni integrali.

- Elisa Springer, L’eco del silenzio:  Un nuovo frammento di vita vissuta, un libro che ripercorre le tappe di un peregrinare “all’ombra di Auschwitz”, non per vendetta ma per trasformare il dolore in forza, l’odio in compassione e amore e ribadire con decisione come, anche in condizioni estreme, l’uomo meriti sempre di rimanere lo scopo dell’uomo.

David Meghnagi, Ricomporre l’infrantoMeghnagi cerca di analizzare l’esperienza dei sopravvissuti alla Shoah affrontando il tema dell’elaborazione del lutto collettivo attraverso quattro figure chiave: quella del “custode” Marek Edelman, medico e leader del Bund, vicecomandante della rivolta del ghetto di Varsavia; del “testimone”, lo scrittore Primo Levi; dell’”eretico” Isaac Deutscher, biografo di Trockij; del “mistico” Gerschom Scholem, amico di Walter Benjamin e storico della Qabbalah.

Patrick Desbois, «Fucilateli tutti»: Un libro scritto con la pietas di un sacerdote che riesce, con il rigore della sua ricerca, a parlare al cuore degli uomini e dei potenti di questo mondo che ancora nasconde massacri e violenze di massa, spesso rimossi anche quando sono conosciuti.

Buona lettura.


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  1. giampiero:

    vi segnalo questo blog gestito dai bambini delle classi di scuola elementare in cui insegno.
    Una finestra aperta sulle bellezze e tristezze del mondo… vista dai loro occhi

    http://bimbisvegli.wordpress.com/2012/01/25/giornata-della-memoria-27-gennaio/