Ultima tappa del Gruppo di lettura:

Siamo arrivati alla fine del nostro percorso su
Lasciamo quindi la parola all’autore, Gianni Farinetti, per rispondere a tutte le domande emerse nel corso nella lettura…
E grazie a tutti i partecipanti!
- Sebastiano a pag. 79 si chiede: “come si fa ad essere credibili, attendibili, in questo luogo dato che lo spettatore già prima del film si aspetta i romantici scorci di Rialto?”: tu come hai risolto questo problema? Che strategie hai usato per dare attendibilità e concretezza alla tua storia su uno sfondo già così sfruttato e restio a lasciarsi plasmare? Ambientare un romanzo a Venezia è stata una grande scommessa. E’ Sebastiano stesso che dà la risposta col suo sguardo rapito e insieme disincantato. Credo che Sebastiano sia un po’ di cattivo umore qua e là nel romanzo perché è disturbato dalle dissonanze: la quiete della città e l’abbruttimento delle festone, la vita quotidiana e l’assalto dei turistidel “tuttocompreso”. E’ all’interno di questo “fastidio”, o sfalsamento, che la storia prende corpo.
- Come e perchè nasce la scelta di dilungarsi così tanto nelle descrizioni
della città? Perché un “personaggio” come Venezia ha bisogno di cura, di mille attenzioni, di un omaggio. E di un sacrificio.
- Tu non sei di Venezia, ma qual è la tua storia personale in relazione a
questo luogo? Vado a Venezia e mi succedono cose insolite, l’ultima volta un cane mi ha morsicato in campo dell’Arsenale… Oppure perdo il treno (o faccio di tutto per perderlo), incontro amici che non vedevo da anni, mi vengono dei raffreddori tremendi (sarà l’aria condizionata a palla alla Mostra delCinema)…
- Qual è il nesso tra il titolo e la storia? C’è un serpente nascosto in laguna, tra le pagine.
- Quali personaggi e in quale misura sono ispirati a persone reali? Non m’ispiro mai a persone realmente esistite, o meglio i personaggi sono collage di persone viste, conosciute. Ma il piacere della scrittura sta soprattutto nell’immaginazione. Mi è capitato poi di conoscere qualcuno e di dirmi, ecco è idendico a.

- Volutamente non è per nulla amabile Tiziana, mi chiedo perchè? Perchè così esageratamente insopportabile? Tiziana è antipatica forte, ma anche fragile. Si è fatta da sé telefonando a quella santa di sua figlia.
- Come immagineresti un film tratto da questo libro? Vorrei Charlotte Rampling per la parte di Renata Lequio. Non si fosse rovinata con le platiche la Marini – di qualche anno fa – sarebbe una perfetta Ramona.
- Molti lettori hanno riscontrato affinità tra il tuo stile e quello di Agatha
Christie… sei effettivamente appassionato di questa autrice o è un caso? Agatha Christie, grandissima! Ma anche Simenon, più malinconico. E Henry James, Forster, e un mucchio di altri.






febbraio 22nd, 2012 at 11:13 am
Che bello leggere le risposte di Gianni Farinetti e comprendere un pizzico in più di ciò che ruota intorno al suo romanzo e di ciò che è un pò “sommerso” tra le righe…
Io concordo pienamente sul fatto che Venezia è un vero e proprio personaggio della storia e che quindi necessitava di attenzione e descrizione minuziosa.
Ma quando parla di “un sacrificio” l’autore intende la morte della Boffa? E’ lei l’agnello sacrificale? O meglio lo è la Lequio, quando si lancia in Laguna per espiare il male commesso? Renata in effetti è un pò il capro espiatorio che consente a quel serpente di Anita di passarla liscia…o almeno così sembra, ma ci sono come dei puntini sospensivi al termine del libro, come se chissà…magari col tempo la verità confessata da Renata a Sebastiano e da quest’ultimo alla polizia potrebbe essere finalmente provata e Anita potrebbe pagare anche lei per l’istigazione all’omicidio e per le sue manovre subdole…
febbraio 22nd, 2012 at 11:14 am
Dimenticavo: complimenti a Gianni Farinetti, a me il suo libro è piaciuto più che discretamente.
febbraio 22nd, 2012 at 11:33 am
Complimenti A Gianni Farinetti, il romanzo mi è piaciuto molto e la voglia di tornare a Venezia,che io adoro, è tantissima.
Certo ora quando ci tornerò non potrò fare a meno di ripensare alla trama del romanzo e a guardare alcuni angoli di Venezia con l’occhio dello scrittore.
febbraio 22nd, 2012 at 11:44 am
Complimenti a Farinetti per essere riuscito a rendere Venezia un luogo credibile e non stereotipato. Complimenti anche alla Marsilio per questa bellissima e coinvolgente iniziativa. Anche io vedo molto bene una resa televisiva del romanzo … speriamo in una bella fiction!
febbraio 22nd, 2012 at 12:58 pm
Grazie a Gianni per aver risposto ad i nostri quesiti!
Secondo me il ruolo più divertente da recitare per un’attrice italiana è quello di Tiziana, così dispotica! Me la immagino tutta agghindata, magari pure leopardata. Speriamo davvero che facciano un film, sarei molto curiosa di vederlo.
PS: anche a me è tornata una voglia matta di rivedere Venezia… sto già pianificando il viaggio
febbraio 22nd, 2012 at 5:04 pm
Ciao a tutti e soprattuto grazie a Martina per questa bellissima iniziativa.
Il gruppo di lettura è uno strumento che mi piace moltissimo per analizzare meglio un testo e devo dire che grazie agli interventi di molti di voi alcune cose le ho meglio apprezzate.
Un grazie particolare in tal senso va a ‘PVONA e naturalmente all’autore, ospite d’onore di quest’ultima tappa, che ha risposto a molte delle domande postami strada facendo.
Sono sincera è il mio primo Farinetti quello che ho letto insieme a voi e spero in un futuro di riuscire a leggere altro di suo.
Non so se è ancora possibile ma vorrei chiedere all’autore se lo stile che ha adottato per questo romanzo è lo stesso per tutti i suoi romanzi o se questo in particolare fa eccezione, mi rifersico alle continue disgresioni sui pensieri altrui specie quando a parlare è Sebastiano.
Ancora grazie a tutti, è stato un vero piacere.
febbraio 22nd, 2012 at 6:44 pm
Concordo con RORO’… fondamentale l’apporto alla discussione dato dalla carissima ‘POVNA, che io conoscevo e stimavo già al di fuori di questo gruppo di lettura.
Sono proprio felice di leggere che altri come me hanno apprezzato questa iniziativa, grazie a Martina e alla Marsilio per la bella opportunità!
E grazie a Farinetti per la sua disponibilità
febbraio 22nd, 2012 at 9:46 pm
Ciao a tutti e scusatemi: arrivo come al solito tardissimo (ma il mercoledì per me è una giornata di corse continue). Volevo iniziare dal ringraziamento per questo gruppo di lettura e per tutti i pareri e le bellissime discussioni: a Martina e a tutti. Ma – oltre a questo (che ribadisco: è un modo interessante e molto appassionante di lavorare sul testo, una specie di seminario virtuale, seduti in cerchio nell’etere invece che in aula, come mi capita nei miei lavori!) – arrivo alla fine della lettura dei commenti e arrossisco di brutto. Sono io a ringraziare di nuovo tutti e anche Roro e Maris (che si becca anche un grazie in più per avermi coinvolta nelle iniziative letterarie blogger di Marsilio, grazie ai nostri splendidi Venerdì del libro!) per questi complimenti, davvero.
Ovviamente un grazie all’autore per le sue risposte (anche a me, come a Roro, piacerebbe chiedere ancora altro, specie sulle questioni che avevo sollevato, diciamo più di testo che di contesto, ambito nel quale si è concentrata la maggioranza dei chiarimenti autoriali).
Tornando al libro, mi colpisce la menzione di Forster (che secondo me è presente in filigrana come testo di riferimento con un suo libro più teorico, che si chiama Aspetti del romanzo, nel quale appunto viene postulata la differenza tra personaggi piatti e tondi, una differenza che a mio avviso si presta particolarmente alla scrittura di sceneggiature). Se pensiamo infatti a Camera con vista, possiamo pensare a un parallelo tra i due romanzi (con la sostituzione della Firenze forsteriana con Venezia).
Di Simenon invece in questo romanzo per me c’è molto poco, alla fin fine. La generica “malinconia” è un tratto che c’è in moltissimi gialli contemporanei e, non ultimo, in quel Sipario – l’ultima avventura di Poirot che avevo ricordato l’altra volta e che secondo me fa da modello per la costruzione del ruolo [non del personaggio] di Anita.
Secondo me la lettura di questo romanzo della Christie può fornire qualche risposta alla domanda di Maris (c’è un modo con il quale Anita potrà essere portata a ‘pagare’ per ciò che ha fatto?) e la consiglio vivamente (unico accorgimento: siccome è l’ultima avventura di Poirot, e lui e Hastings tornano nella residenza di campagna di Styles Court, che era stata teatro della loro prima avventura, ci sono molti riferimenti a questo primo romanzo della Christie, appunto Poirot a Styles Court, che vale la pena di leggere prima di affrontare Sipario).
Ecco, mi chèto, sono come sempre logorroica!
Grazie ancora a tutti e, last but not least,di nuovo a Martina, il nostro fido nocchiero in questo nostro mare del gruppo di lettura!
Alla prossima!
febbraio 22nd, 2012 at 9:49 pm
Anch’io ho apprezzato il gruppo di lettura, bella iniziativa!
Il libro mi è piaciuto e mi è piaciuto il ritratto di Venezia, che trovo sia una città magica
febbraio 23rd, 2012 at 11:56 am
Toc toc c’è ancora qualcuno? Scusatemi ma ieri non sono riuscito a collegarmi. È stata la mia prima esperienza di lettura di gruppo e, credo che non potevo aspettarmi un battesimo migliore. Grazie a tutti, un plauso a Martina per l’iniziativa.
Ci si legge in giro per la rete.
marzo 23rd, 2012 at 9:59 am
Per chi fosse interessato, la mia recensione completa qui: http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/03/23/la-verita-del-serpente-2/