MONTALE TRA REALTA’ E METAFISICA

Dopo soli 4 anni Montale ritorna a invadere i banchi della maturità. Questa volta però non con una poesia, ma con un saggio, un brano tratto da un articolo pubblicato per la prima volta sul Corriere della Sera nel 1961.                             Cosa significa “ammazzare il tempo”? Come ciascuno di noi riempie il vuoto della quotidianità? Questo il fulcro della traccia montaliana, un tema estremamente attuale, una portentosa intuizione della società del consumo (soprattutto di tempo) di oggi, che il poeta mise nero su bianco più di mezzo secolo fa. «Pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto», scrive Montale, ed è questo ciò che più lo spaventava, sapere che la maggior parte “ammazzerà il tempo” con futili distrazioni, dalla televisione alle partite di calcio, per evitare di fermarsi a pensare e riflettere su stessi.

Una visione pragmatica quella dell’autore in queste righe, uno sguardo realistico, quasi fosse quello di uno storico contemporaneo, uno spirito più fisico che metafisico, molto diverso da quello che aveva mostrato in alcune delle poesie precedenti. Penso, in particolare, ai Mottetti, la seconda parte della raccolta poetica Le occasioni (1939), un «romanzetto autobiografico», come lo definì lo stesso autore, in cui il poeta ligure canta il suo amore perduto, Clizia, angelo etereo, che, assistendo il suo innamorato dal cielo, non può che limitarsi ad ascoltare le sue parole. Il loro è un amore che oltrepassa i confini dell’essere materiale e si spinge verso l’ignoto, un amore spirituale, metafisico appunto, filosoficamente mescolato all’istanza del nulla, del puro vuoto.

Ai Mottetti Giorgio Ficara ha dedicato il libro “Montale sentimentale”: un gesto coraggioso da parte di un critico letterario, che fin dall’inizio della sua impresa sapeva di non poter arrivare a conclusioni definitive né sui contenuti né sullo stile di queste poesie estremamente fuggenti. Ma Ficara si è lasciato immergere nell’atmosfera mistica che domina i Mottetti, per restituirci un’analisi critica, ma anche umana, di un’opera che vive al di fuori i qualsiasi tipo di materialità.

Tags: , , , , , , ,