La Trilogia sporca dell’Italia di Simone Sarasso

In questi giorni sta facendo furore in libreria con Invictus, romanzo storico sull’epopea di Costantino, l’imperatore guerriero, ma il giovane e talentuoso Simone Sarasso è un autore con già diverse pubblicazioni alle spalle. Prolifico e versatile, si è misurato con linguaggi e generi diversi, spaziando dal cinema, alla TV, al fumetto.  Ma si è affermato innanzitutto come autore di narrativa noir, tanto che Carlo Lucarelli in un’intervista l’ha definito “il nuovo maestro italiano del noir”.

Il suo romanzo d’esordio, uscito inizialmente con un piccolo editore e poi rilanciato nel 2007 da Marsilio, è Confine di Stato, primo capitolo della Trilogia sporca dell’Italia, un trittico di romanzi noir sui misteri italiani dal dopoguerra a Tangentopoli, tra James Ellroy e Quentin Tarantino. Molto bene accolto da critica e lettori, unica opera prima finalista al Premio Scerbanenco 2007, amato da autori come Valerio Evangelisti, Giancarlo De Cataldo, Wu Ming, Confine di Stato inaugura un viaggio nero e amaro alle radici di un’Italia senza eroi e racconta, dal 1954 al 1972,  la storia di un paese dilaniato dalle stragi, fatto a pezzi dalle guerre di partito, cresciuto nel sangue.

A Confine di Stato ha fatto seguito nel 2009 Settanta, secondo volume della trilogia, che si concentra sugli anni di piombo, il decennio più buio e violento della storia repubblicana ripercorso attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di poliziotteschi, le cui vite s’intrecciano mentre il paese va a fuoco: nelle piazze e nelle fabbriche ribolle la rivolta, le Brigate Rosse sfidano il potere costituito e la strategia della tensione continua a mietere vittime civili.

Sarasso sta attualmente scrivendo il terzo e conclusivo tomo della sua monumentale storia noir del Belpaese, incentrato sugli anni Ottanta fino alle soglie di Tangentopoli. Il romanzo, il cui titolo di lavoro è Il Paese che amo, uscirà sempre per Marsilio nel corso del 2013.