Posts Tagged ‘anniversario’

i 200 anni di Dickens

martedì, febbraio 7th, 2012

Charles Dickens,

il fondatore del romanzo sociale, ovvero di quel genere che tratteggia la vita dei ceti sociali economicamente svantaggiati e denuncia situazioni di sopruso e pregiudizio, naque il 6 febbraio di 200 anni fa.

Booksblog ha appena pubblicato qui la lista dei libri più venduti di sempre: ed è  proprio di Dickens il primo romanzo in classifica!

Noi nel 2012 festeggeremo questo grande autore con una bellissima uscita…ma è ancora una sorpresa!

Intanto, visto che il nuovo anno è da poco cominciato e la neve ci riporta volentieri davanti ad un camino a ripensare alle atmosfere natalzie, vi suggeriamo due titoli speciali:

 

Canto di Natale
Un canto di Natale

Una fiaba da raccontare ai bambini e da rileggere da grandi, una storia di paura, di morte ma anche di solidarietà umana, di fantasmi grotteschi che si sfumano e si frammentano nel sogno e nell’incubo privato, un grande ritratto di solitudine e di vecchiaia e di una città degradata, e soprattutto un magico regalo di Natale che trasforma il gelo e il buio dell’egoismo e dell’avarizia nel calore di un sorriso e di una festa per tutti. 

L'invasato

L’invasato

 È la storia di un “dono”, un dono di Natale stregato e crudele, e di uno sventurato patto che il protagonista, il chimico Redlaw, sancisce con il proprio Doppio fantasmatico. Ritornano tutti i caratteri e i temi del grande Dickens: l’alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell’ombra e di quelle della benevolenza; e l’infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere; e la prosa magnifica, costruita su vertiginosi scarti di ritmo e incantatorie ripetizioni.

Le parole di Virginia Woolf 120 anni dopo

mercoledì, gennaio 25th, 2012

“Le parole che cerchiamo pendono accanto all’albero: con l’aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.”

Nasceva il 25 gennaio 1882 Virginia Woolf senza sapere che sarebbe diventata uno dei principali letterati del XX secolo.

Nel nostro catalogo c’è un suo bellissimo romanzo di formazione che non possiamo non segnalarvi: è un’opera sperimentale, fatta di tracce, allusioni che si snodano attorno alla meditazione sul flusso incessante della vita prendendo stilisticamente la sua stessa forma fino a formare, appunto, quel flusso di coscienza che diventerà una delle cifre stilistiche caratteristiche di questa autrice.

Il romanzo si intitola La stanza di Jacob ed è stato scritto e pubblicato esattamente 90 anni fa. La storia che ci racconta è quella di Jacob, appunto, dall’infanzia all’età adulta. Quello che però lo rende un testo unico è il modo con cui Virginia porta avanti la narrazione, a cominciare dal punto di vista scelto che è quello delle varie donne che hanno accompagnato la vita del protagonista da Londra, all’Italia, fino in Grecia.

Letterariamente, La stanza di Jacob segna una radicale evoluzione della Woolf rispetto ai suoi primi due romanzi, tanto che è considerato dalla critica uno dei testi più significativi del movimento modernista.

Comincia così:

“Ragione per cui” scriveva Betty Flanders, affondando sempre più i calcagni nella sabbia “ragione per cui non restava che andarsene”. Lentamente, scaturendo dalla paura del beccuccio d’oro, il pallido inchiostro turchino si effuse sul punto: lì, infatti, la sua penna si fermò, i suoi occhi si fissarono e lentamente si riempirono di lacrime. Tutto il golfo tremava, il faro oscillò, e l’illusione fu che l’albero del piccolo vascello di Mr. Connor pendesse come una candela di cera nel sole. Subito essa batté le palpebre: le disgrazie sono sempre orrende. Daccapo batté gli occhi. L’albero si ergeva diritto, le onde si succedevano regolarmente, il faro era perpendicolare: ma la macchia d’inchiostro s’era sparsa.

James Joyce, I morti

venerdì, gennaio 13th, 2012

 

« Quando un’anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti. » 

 

Proprio mercoledì scorso è uscito nelle librerie  I morti di James Joyce, e non c’è libro più adatto di questo di cui parlarvi nel giorno dell’anniversario della sua morte.

Il racconto è il testo conclusivo della raccolta Gente di Dublino, che presto è divenuto un objet de culte a sé stante della narrativa breve novecentesca.

Come nei quattordici racconti che lo precedono, è Dublino la vera protagonista, impietosamente e dolorosamente rappresentata nella paralisi culturale e morale dei suoi abitanti e nella fissità claustrofobica dei suoi rituali, dei suoi ideali e dei suoi simboli asfittici.

Proprio in questa ambientazione, allora, Joyce ripercorre il culmine della crisi morale di Gabriel Conroy, insegnante e scrittore che si muove insofferente e impacciato tra sussiego e disagio, autocompiacimento e insicurezza, alla ricerca di conferme di una identità traballante sul vuoto vertiginoso della propria paralisi e del proprio fallimento interiore.

La traduzione del testo, che compare a fronte, vanta la firma di Claudia Corti, nota anglista ed esperta di traduzione inglese, che ne ha curato anche la ricca introduzione.

Per chi volesse ulteriormente approfondire, inoltre, segnaliamo che I morti fu riadattato in un film intitolato The Dead – Gente di Dublino da John Huston nel 1987 e in un musical nel 1999 da Christopher Walken con le musiche di Shaun Davey.

 

I 150 anni di Italo Svevo

lunedì, dicembre 19th, 2011

 Il 19 dicembre 1961 nasceva Italo Svevo.

Le pagine che scrisse hanno fatto di lui uno dei più grandi autori della storia letteraria italiana e ci permettono oggi di festeggiare il suo 150° compleanno forti dell’immortalità delle sue parole.

Eccone alcune, tratte dall’incipit del suo secondo romanzo dal titolo quanto mai a tema: Senilità.

“Subito, con le prime parole che le rivolse, volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria. Parlò cioè a un dipresso così: – T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti. – La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui, e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così: – Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo. Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia.”

Il libro racconta la storia di un impiegato, la cui indole risponde perfettamente alla figura dell’inetto tanto cara all’autore, diviso tra la brama di amore e piacere e il rimpianto per non averli goduti.

Grandi artisti come Joyce e Montale amarono moltissimo quest’opera, mettendone in luce l’ironia e la profondità d’introspezione psicologica. Afferma a riguardo Claudio Magris che ci troviamo davanti ad “uno dei grandi romanzi erotici della letteratura che irradia quasi fisicamente la forza della seduzione… La straordinaria grandezza poetica di Svevo consiste nella capacità di far parlare le cose, di rendere la loro oggettività aldilà del bene e del male, di farle apparire sempre e comunque, anche nelle situazioni di bassezza e indegnità, naturali e inevitabili, indiscutibili”.

E gli appassionati cinefili sappiano anche che nel 1962 ne è stato tratto un omonimo film diretto da Mauro Bolognini.

Buona lettura quindi, buona visione, e buon compleanno a Italo Svevo.

150 anni Italia, 50 Marsilio

giovedì, marzo 17th, 2011

Nello storico 150 anniversario dell’Italia,

Marsilio è lieta di festeggiare i suoi 50 anni di attività.

Auguri a tutti gli italiani, auguri a tutti i lettori!


  • Collegati
  • Valid XHTML
  • New Blog