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Federico Fellini scrive a Zanzotto: la lettera inedita

giovedì, settembre 22nd, 2011

In occasione dell’uscita del libro Il cinema brucia e illumina di Andrea Zanzotto a cura di Luciano De Giusti, pubblichiamo la lettera inedita scritta da Fellini il 25 giugno 1977 che conferma il coinvolgimento di Zanzotto nel progetto eternamente rinviato del Mastorna.

Caro Andrea:
Perdonami se non ho risposto all’altra lettera ma ti devo dire che faccio fatica a rispondere alle lettere. Le tengo in tasca, le rileggo e rispondo mentalmente e così mi sembra quasi d’averla imbucata. Poi contavo sempre da un giorno all’altro di venire a Pieve e quindi a voce t’avrei ringraziato del tuo scritto su Piovene e delle sollecitazioni e suggerimenti contenuti nelle tue lettere, brevi accenni e già così stimolanti e densi di sviluppi fantastici… inoltre mi ero convinto di mandarti da un giorno all’altro il copione rivisto, corretto in modo che quando sarei venuto a trovarti avremo potuto parlare insieme su un racconto già strutturato. Invece non ho fatto niente. Ho perso un sacco di tempo, continuo a perderlo, mi sento tenacemente trattenuto in questo stato d’inerzia rinviando come in un sogno da un giorno all’altro la decisione che dovrebbe scuotermi e farmi partire definitivamente su questo antico progetto oppure lasciarlo sprofondare per sempre definitivamente nelle zone di confusione in cui è nato. Ci sono dei momenti del giorno o della notte (sarà successo un migliaio di volte ormai) che tutto mi sembra semplice, chiarissimo, bellissimo. E per qualche momento mi sento come ricaricato, accarezzato sulla testa e mi pare di non avere più dubbi anzi mi sento proprio ridicolo ad averne avuti tanti, l’idea del film la storia i personaggi lo stile tutto mi appare di una chiarezza senza equivoci e mi sembra incredibile che non l’abbia ancora fatto questo film e mi prende quel solletico, quella frenesia, quella gioia di sempre e vorrei partire subito organizzare tutto in un batter d’occhio e girare prima che questa lucidità, questa sicurezza
scompaiano. E infatti succede proprio così. Mezz’ora dopo il film mi pare di non ricordarlo. Non lo sento più. Mi pare solo una torbida fantasticheria mortuaria che sa solo di polvere e cimitero e che non avrei mai la forza di realizzarlo perché non ha radici vitali. I dubbi totali mi schiacciano e vorrei buttare tutto all’aria e non pensarci più. Mi sento stupido, ridicolo… aver perso tanto tanto tempo e aver nutrito rispetto e soggezione per questa storia ed essere stato affascinato per tanti anni senza farle fare un passo avanti, tormentandomi e tormentando anche amici che stimo e a cui voglio bene come te per esempio. Caro Andrea, scusami queste chiacchiere un po’ insulse ma è per dirti che non ho ancora deciso niente. Mi affido ai sogni (che non mi aiutano neanche un po’) e conto moltissimo su due o tre giorni che passeremo insieme. Quando? Non te lo so dire ancora ma penso a metà luglio se tu sei d’accordo di venire da me. Nella tua ultima lettera mi parli di una signora che si chiama Kubler Ross, che ha scritto la prefazione di «La Vita Oltre La Vita» e accenni alla necessità di risalire ai documenti o studi, o libri che ha consultato. Tu conosci questa signora? Sono tentato di  spedirti il copione così com’è, intendo dire con le correzioni fatte a mano e le cancellazioni con un punto interrogativo. Deciderò tra un paio di giorni. Mi dispiace di sentirti dire che non hai ancora riacquistato completamente la tua salute. Non vuoi provare almeno a telefonare a Bassani? Ti avevo chiamato stamattina ma non rispondeva nessuno. Arrivederci a presto caro amico. Ti abbraccio in gratitudine e con grande affetto. Ricordami a tua moglie e in qualunque modo io possa esserti utile disponi pure di me. A presto…
Federico

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