CONFESSIONI DI UN AUTORE DI GIALLI
mercoledì, luglio 18th, 2012Oggi Henning Mankell è rinomato come il massimo esponente della letteratura svedese contemporanea: dal 1991, anno del suo primo romanzo (Assassino senza volto), i suoi libri, esclusivamente gialli, ci hanno accompagnato, appassionato, sorpreso, terrorizzato, ma anche divertito. Al centro delle sue storie è sempre presente l’ispettore Kurt Wallander, protagonista indiscusso, uomo concreto e riflessivo al tempo stesso, che cerca sempre di vedere la realtà delle cose e invecchia normalmente, romanzo dopo romanzo.
I suoi romanzi li conosciamo bene, ma come conoscere più a fondo il loro autore? A questo ha pensato la giornalista danese Kirsten Jacobsen, che ha deciso di dedicare un libro alla biografia di Mankell. In Mankell (su) Mankell, un libro avvincente quanto un romanzo, lo scrittore si racconta con sincerità, dall’infanzia ad oggi, lasciando emergere gli aspetti più segreti della sua vita: pagina dopo pagina si susseguono confidenze private sulla sua visione del mondo, riflessioni sulla politica, sulla scrittura, sul teatro, sui suoi libri preferiti e sull’amata terra d’Africa, il tutto intercalato da contributi di importanti personaggi di cultura, quali l’attore Kenneth Branagh, Desmond Tuti e Eva Bergman, sua moglie e figlia del grande regista, che confessa: «Henning è una persona che porta dentro di sé una grande luce, ma al tempo stesso anche grandi ombre. Subito dopo il nostro matrimonio capii di essermi sposata con un troll. La cosa che amava di più era starsene nella sua grotta buia, e scrivere».
Ripercorriamo brevemente la sua storia: Mankell nacque a Stoccolma nel 1948 e, dopo essere stato abbandonato dalla madre, crebbe in un piccolo paese del Nord della Svezia con il padre e i fratellini. Cominciò a viaggiare fin da giovanissimo e trascorse gran parte della sua vita nel continente africano, in Mozambico, dove oggi dirige il Teatro Avenida. Nel libro si parla molto, poi, delle sue opere, dei suoi lavori, e quando la giornalista gli chiede da dove tragga ispirazione per le sue storie, l’autore risponde: «dalle tragedie della Grecia classica». Infatti le sue avventure, oltre a sviluppare un’appassionante trama poliziesca, parlano sempre di democrazia, di vulnerabilità e forza dello stato, di isolamento umano e di mancanza di solidarietà, tematiche che ritroviamo al centro delle più importanti tragedie greche di autori come Eschilo, Sofocle e Euripide.




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Lo avevamo velatamente anticipato 

