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Precisazioni su Stieg Larsson

venerdì, gennaio 29th, 2010

Stieg LarssonNegli ultimi giorni, riecheggiando in modo talvolta impreciso accese polemiche in corso in Svezia, sono usciti sui giornali italiani numerosi articoli che mettono in dubbio la professionalità giornalistica di Stieg Larsson e addirittura che sia lui l’autore della Millennium Trilogy .
Per quanto riguarda queste ultime accuse, lanciate da un giornalista svedese che era stato il capo di Larsson all’agenzia di stampa TT, sono basate su argomentazioni risibili e inconsistenti e la stessa compagna di Larsson Eva Gabrielsson, indicata come la presunta vera autrice dei romanzi, le ha bollate come “sciocchezze”. Del resto, basta leggere il carteggio tra Larsson e la sua editor Le ultime lettere, distribuito gratuitamente da Marsilio in questi giorni nelle librerie d’Italia, per capire chi è il legittimo autore della saga di Lisbeth Salander.
C’è poi l’altro filone di polemiche, scatenato da un’infelice frase («Stieg Larsson era un giornalista mediocre») sfuggita durante un’intervista – e mai presente nel libro – a Kurdo Baksi, autore in Svezia di Min vän Stieg Larsson (Il mio amico Stieg Larsson). A rendere inverosimile un qualsiasi intento denigratorio di Baksi nei confronti di Larsson c’è non solo lo strettissimo rapporto che li legava (Larsson lo definiva più che un semplice amico “un fratello minore”, e addirittura ne ha fatto un personaggio dei suoi romanzi), ma anche il fatto che la biografia è stata pubblicata da Norstedts, l’editore svedese della Millennium Trilogy, che come si può immaginare mai si sarebbe prestato a un’operazione del genere.
Riportiamo le parole dello stesso Kurdo Baksi in riferimento al libro Il mio amico Stieg Larsson, che verrà pubblicato da Marsilio prima dell’estate.
«Questo non è un omaggio a un amico. Tutti quelli che hanno conosciuto Stieg Larsson conservano di lui una loro immagine personale. Lo stesso vale per quelli che gli erano più vicini.
Benché lui avesse undici anni più di me eravamo colleghi e amici. Inoltre si può dire che eravamo il capo l’uno dell’altro. Stieg era la persona meno interessata al prestigio personale che io abbia mai conosciuto, e l’amicizia incondizionata che mi regalava è insostituibile.
Al ritmo in cui cresce il suo enorme successo come scrittore cresce anche il pericolo che la sua lotta cocciuta non ottenga l’attenzione che merita. Questa lotta che era una parte così importante di lui, sia come persona che come scrittore. La mia speranza è di essere riuscito con questo libro a descriverla in qualche modo.
È solo adesso, dopo quasi cinque anni di elaborazione del dolore, che ho avuto la forza di radunare abbastanza coraggio per scrivere del mio amico e compagno di lavoro. Questo libro è la mia personale immagine di Stieg Larsson

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