Nei giorni scorsi l’attore inglese Kenneth Branagh, che interpreta il commissario Wallander nella fiction della BBC andata recentemente in onda su Sky, è stato ospite al Roma Fiction Fest, dove ha ricevuto un premio alla carriera e ha parlato delle miniserie tratta dai romanzi di Henning Mankell. “La cosa più difficile è stata interpretare un personaggio di cui ero già accanito lettore” ha detto Branagh, “di Wallander mi piace il mistero da risolvere, ma anche lo spunto di riflessione. Non voglio sembrare presuntuoso ma con questa serie volevamo offrire qualcosa più del thriller; i libri hanno una dimensione poetica che lo sceneggiatore ha messo in risalto.” E sui romanzi di Mankell: “Mi piace come Mankell costruisce le trame, sono un intreccio perfetto: non si limita a raccontare solo una storia ma porta allo scoperto le emozioni dei personaggi. Un po’ come fa Shakespeare, che li mette davanti a situazioni estreme – la perdita, i lutti – per esplorare la parte oscura della natura umana.”
Proprio in questi giorni è tra l’altro in libreria l’ultimo romanzo dello scrittore svedese, il thriller (senza Wallander) Il cinese, subito in classifica e già alla seconda edizione, di cui Piero Soria ha scritto su La Stampa: “E’ forse il miglior Mankell in assoluto… Tra giallo e saga, tra romanzo di formazione e biografia, tra analisi e sogno, tra gran tour nel passato e viaggio nella Pechino moderna, Mankell ci disegna la nostra anima.”