MATURITA’ A PROVA DI HACKER
mercoledì, giugno 20th, 2012E’ arrivato per tantissimi giovani italiani il giorno più temuto e meno voluto dell’anno, il giorno della maturità. Oggi a dare il via alle prove di esame i maturandi dovranno affrontare il tema di italiano e tra i titoli proposti spiccano l’analisi del testo, un saggio di Montale, una polemica contro gli aspetti involutivi della modernità, il tema socio-economico sulla crisi internazionale e il problema della disoccupazione giovanile e quello artistico-letterario sul tema del labirinto nelle sue più varie accezioni.
Quella di quest’anno è una maturità nuova, diversa, speciale: tracce da scaricare online e verbali interattivi, un’esplosione di tecnologia che segna l’inizio di una nuova “era scolastica”. Basta con la tradizione, con le buste sigillate a cera lacca, con l’estrazione della lettera davanti agli studenti, con plichi di fogli e penne a sfera, da quest’anno i plichi saranno telematici: le tracce sono contenute all’interno di una piattaforma online, protetta da un doppio codice d’accesso, e saranno inviate via mail dal Ministero a tutte le scuole del paese appena prima dell’inizio di ciascuna prova.
Un sistema, dicono, a prova di hacker! Sarà vero? O si tratta del solito escamotage mediatico per incutere terrore e allontanare la possibilità, seppur minima, di una “rapina ciberspaziale”? Lasciamocelo dire da Giovanni Ziccardi, autore de “L’ultimo hacker”, che di hackerismo e tecnologia se ne intende.
Giovanni, che cos’è l’algoritmo antihacker? Puoi spiegarci meglio in cosa consistono le nuove tecniche tecnologiche che da quest’anno garantiscono la segretezza delle prove di maturità?
Si tratta dell’invio tramite posta elettronica di un messaggio cifrato che, di conseguenza, non è intelligibile, appare come una massa di dati senza senso. Una volta inviato il messaggio cifrato (in questo caso: un plico contenente probabilmente la traccia in formato PDF) si inviano alla Commissione, in tempi diversi, due chiavi che sono necessarie per decifrare questa massa informe di dati. In pratica, si tratta di un utilizzo di tecniche crittografiche unito al tentativo di creare un canale sicuro tra il Ministero e la Commissione.

E’ realisticamente possibile garantire la massima segretezza in ambito telematico?
La sicurezza (e segretezza) assoluta, in ambito informatico, non esiste. Sono troppi i fattori che la possono condizionare, da quelli tecnologici a quelli umani. Si può però raggiungere un livello di sicurezza adeguato a un determinato contesto, intendendo come adeguato un livello che richiederebbe a un potenziale attaccante uno sforzo troppo grande rispetto al reale vantaggio ottenuto in concreto. In questo contesto, ad esempio, la sicurezza deve essere mantenuta in un lasso di tempo molto breve (poche ore), di conseguenza l’uso della crittografia si può rivelare pienamente adeguato.
Credi che Deus (protagonista de “L’ultimo hacker”) avrebbe trovato il modo di accedere al plico telematico?
C’è sempre una vulnerabilità, occorre solo individuarla. In questo caso, probabilmente, Deus avrebbe analizzato il quadro completo, ossia non solo il plico cifrato (sicuramente l’aspetto più complesso da attaccare), ma, ad esempio, i computer di partenza e di arrivo, dove i temi sono custoditi in chiaro, o avrebbe cercato di individuare fisicamente la persona o le persone che materialmente hanno scritto i testi dei temi (per, eventualmente, cercare copie dei file in chiaro sui loro computer) o, infine, avrebbe valutato se il canale di trasmissione fosse realmente sicuro. Spesso, quando le tecnologie sono “forti”, la vulenarbilità si cerca nel lato umano, nel comportamento delle persone.
Se volete conoscere meglio Giovanni Ziccardi e saperne di più sul suo libro, vi ricordiamo l’appuntamento di venerdì 22 giugno alle ore 20.30 a Palazzo Festari di Valdagno (VI).





