COSA ANDO’ STORTO QUEL GIORNO A FUKUSHIMA?
venerdì, luglio 6th, 2012L’11 marzo 2011 alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Giappone) uno tsunami causato da un forte terremoto di magnitudo 9.0 provocò la fusione del nocciolo di tre reattori: un disastro nucleare di enorme portata, che rilasciò una tale radioattività da essere classificato di livello 7, il massimo di gravità per gli incidenti nucleari, precedentemente raggiunto solo da Chernobyl. Venne contaminato il suolo in un’area di 600 chilometri attorno alla centrale e nelle settimane successive all’incidente il mare risultò radioattivo fino a 50 volte oltre i limiti di sicurezza. Come è possibile, si chiesero tutti, che in un paese così tecnologicamente avanzato si fosse trascurata la sicurezza a tal punto da arrivare a questa tragedia?
Una risposta c’è e viene dalla Commissione parlamentare giapponese, che nei giorni scorsi ha pubblicato un nuovo rapporto su quanto avvenne quel giorno e mette sotto accusa non solo la TEPCO, la società energetica responsabile della centrale, ma soprattutto alcuni esponenti del governo di allora, che non diedero risposte adeguate all’emergenza. Le cause del disastro nucleare, infatti, furono in buona parte di natura umana: il disastro “poteva essere previsto e prevenuto” e i suoi effetti “potevano essere mitigati con una migliore risposta umana al problema”. Oltre a indicare che cosa non funzionò nella gestione della crisi a Fukushima, il rapporto parlamentare elenca anche quali azioni dovranno essere adottate per evitare che in futuro si ripetano simili disastri: il Giappone deve cambiare, deve abbandonare l’isolamento politico che da sempre lo caratterizza e aprirsi di più agli standard internazionali sulla sicurezza.
Alessandra Farruggia nel suo libro “Fukushima. La vera storia della catastrofe nucleare che ha sconvolto il mondo” ha ripercorso tutte le tappe di quel tragico incidente, fornendo un resoconto completo della dinamica del disastro e delle conseguenze, a tutti i livelli, che hanno cambiato radicalmente il nostro modo di guardare al nucleare. Il racconto si fa strada tra i segreti della TEPCO, mette a nudo la realtà nascosta dietro a una rispettabilità di facciata, in particolare gli errori progettuali e la manutenzione mancata o mal eseguita, ricostruisce la cattiva gestione dell’emergenza e infine disegna un quadro del mondo dopo la catastrofe, le nuovo paure e le nuove idee che si stanno sviluppando da paese a paese.






