Posts Tagged ‘venezia’

13 MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA

lunedì, agosto 27th, 2012

Mancano solo due giorni all’inaugurazione della XIII Mostra Internazionale di Architettura, diretta da David Chipperfield e organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta. La Mostra si svolgerà negli storici Padiglioni dei Giardini, nell’Arsenale e nel centro storico della città e vedrà la partecipazione di 55 nazioni (per la prima volta in scena anche Angola, Repubblica del Kosovo, Kuwait e Perù), per un totale di 119 nominativi.

Il tema centrale dell’Esposizione è Common Ground: un tema nuovo, ampio, che punta a riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica comune, fatta non solo di singoli talenti, ma anche di idee differenti riunite sotto l’insegna di un unico patrimonio collettivo. Così, per la prima volta, la Mostra diventa occasione per l’architetto di realizzare la sua opera, ma sempre in relazione alle idee del passato e a quelle degli altri: a differenza delle scorse edizioni l’artista non avrà più un suo spazio individuale per esaltare le sue singole prestazioni, ma le sale espositive saranno popolate da opere diverse di autori diversi. In questo modo si vuole esaltare un’architettura, non più intesa come momento eccezionale nel mondo costruito, ma come collaborazione di talenti, tutti impegnati nello sviluppo di un ambiente migliore sotto diversi punti di vista (a partire dall’urbanistica, fino ad arrivare all’ecologia e alla tecnologia) e contro l’uso sempre più diffuso della non-architettura, mediocre e utilitaristica. Così spiega il suo obiettivo l’organizzatore David Chipperfield: «Siamo partiti dal desiderio di enfatizzare idee condivise al di là della creazione individuale, e ci siamo resi conto che questo ci imponeva di attivare dialoghi piuttosto che selezionare singoli partecipanti. Abbiamo iniziato chiedendo a un gruppo limitato di architetti di sviluppare idee che portassero a ulteriori richieste di partecipazione: a ciascuno abbiamo richiesto diproporre un progetto insieme a un dialogo che mostrasse l’architettura nel suo contesto di influssi e di affinità, di storia e di lingua, di città e cultura». 


Il catalogo ufficiale della Biennale
(disponibile sia in italiano che in inglese) è edito da Marsilio ed è strumento utile a tutti i visitatori per comprendere meglio cosa si nasconde dietro alle opere di ciascun artista. Il volume sarà per la prima volta disponibile anche in versione e-book, per una lettura interattiva e ipertestuale del catalogo, con contenuti iconografici inediti. Scaricalo sul tuo iPad da iBookstore. Corredati al catalogo ufficiale troverete anche un Guida breve, ovvero una serie di informazioni pratiche utili per la visita della Mostra, e Common Ground In Photographs, uno speciale magazine di vernice con il reportage fotografico di Juergen Teller. Infine un’altra interessante novità per tutti gli appassionati di tecnologia è iBiennale, l’applicazione ufficiale della Biennale di Venezia, realizzata in partnership con LOG607. Pensata intorno alle esigenze dell’utente, che sia in visita alla Mostra o che voglia scoprirla da lontano, questa App si presenta del tutto rinnovata. Un set di mappe interattive consente al visitatore di essere guidato all’interno dei padiglioni nazionali ed esplorare le opere a partire dalla loro posizione fisica. Immagini, video, viste virtuali: così iBiennale approfondisce i contenuti della Mostra, aumentando la qualità della visita e della consultazione grazie anche a materiali extra. Scaricatela subito!

MALEDETTI LIBRI!

lunedì, giugno 25th, 2012

Est virgo heac penna, meretrix est stampificata: è pura se con la penna, meretrice invece se a stampa. Di cosa si parla, vi chiederete? Della scrittura. Siamo a Venezia nella seconda metà del ’400, quando l’arte della stampa sta raggiungendo dimensioni industriali e sta nascendo la vera e propria industria editoriale. Di fronte alla diffusione di questo nuovo e lucroso business non tutti esultano, c’è chi non vede nell’invenzione di Gutenberg la svolta capace di cambiare il corso della civiltà occidentale. E’ il domenicano Filippo della Strada, predicatore e copista, che impugnando la vecchia penna d’oca, scrive al Doge, mettendolo in guardia dai terribili pericoli che la nuova invenzione porta con sé: quest’ultimo però non la pensa allo stesso modo e resterà (fortunatamente) sordo alla perorazione. Contro la stampa e contro l’allargamento della circolazione dei libri della Strada mette in campo una grande varietà di argomenti: la stampa corromperà i giovani che avranno facile accesso a testi scandalosi; le traduzioni in volgare delle sacre scritture daranno luogo a errori grossolani; i volumi usciti dalle stamperie sono oggetti sudici, indegni di stare in dimore rispettabili; comprandoli, infine, si finanzierà una razza (quella degli stampatori) che scialacqua i guadagni in vino e prostitute. Con questa serie di attacchi violenti il domenicano si fa portavoce di timori assai più corposi: anzitutto l’idea di una trasmissione elitaria del sapere, che deve rimanere appannaggio di pochi eletti e, insieme, il timore che con l’alfabetizzazione venga indebolita la mediazione della Chiesa nell’interpretazione dei testi sacri.

Tutti questi poemi di Filippo della Strada sono stati raccolti in un’unica edizione, con il titolo “Stampa meretrix”, a cura del linguista Franco Pierno. La polemica accesa dal domenicano lungo tempo fa risulta tuttavia molto attuale: gli attacchi di Filippo della Strada infatti ricordano da vicino gli argomenti usati dalla società di oggi contro Internet e contro la comunicazione elettronica in generale, ma soprattutto ricordano l’atteggiamento di molti lettori di oggi contro lo sviluppo dell’ebook.

Chi di noi in questi ultimi anni non si è sentito minacciato dall’ascesa dei libri elettronici? Chi non ha mai dichiarato di non voler abbandonare il libro cartaceo, perché “sfogliare pagine digitali” non significa “leggere”? Queste prese di posizione, un po’ ottuse e presuntuose,  rispecchiano chiaramente l’atteggiamento di fra’ Filippo della Strada, che, come noi, non voleva lasciare il passo alle nuove tecnologie della sua epoca. Allora, che la testimonianza del vecchio domenicano conservatore ci serva da lezione: non lasciamoci intimorire dalla modernità, ma lasciamo che che il libro si trasformi.

GIUDITTA E/O VENEZIA

martedì, giugno 19th, 2012

«Pochi dipinti “rappresentano” l’arte di Gustav Klimt come la Giuditta II (Salomè) datata 1909 e conservata a Venezia, nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro».

Così si apre lo scritto “Gustav Klimt: Giuditta II. Un ritorno annunciato” di Giandomenico Romanelli (da domani in libreria), un breve saggio che analizza con sguardo attento e disincantato il dipinto, ripercorrendone la storia. La Giuditta II fu acquistata dal Comune di Venezia subito dopo essere stata esposta alla Biennale del 1910: quell’anno fu una Biennale atipica, perché allestita appena un anno dopo l’edizione precedente, e nella Sala 10 furono esposte 22 tele di Klimt, tutte opere scandalose, che alimentarono reazioni contrapposte. Oggi la Giuditta si trova esposta a Ca’ Pesaro, dietro una porta d’oro, in cui l’artista l’ha voluta inquadrare: è una porta stretta che la donna, circonfusa di dirompente sensualità, sembra voler attraversare con un slancio verso il visitatore, il quale di fronte a questa scena a dir poco strabiliante rimane attonito, inorridito.

Romanelli definisce il ritratto dell’antica eroina biblica, che con la sua bellezza prima invaghì di sé il crudele Oloferne, poi lo uccise, tagliandogli la testa con la sua stessa spada, un «dipinto inquietante, misterioso e complesso, come s’è detto; ricco di significati e di allusioni, come ci hanno spiegato critici e studiosi in decenni di riflessioni e in un profluvio di pagine talvolta non meno astruse della stessa opera ma che testimoniano efficacemente la sua importanza, come pensiero e come forma, come manifesto e come esplosione di creatività nuova, moderna». L’opera porta dentro sé una tale valenza simbolica e una ineludibile carica erotica da lasciare l’osservatore affascinato e sconcertato al tempo stesso. Lo sguardo della donna è l’elemento dotato di maggiore capacità ammaliatrice: uno sguardo che non è rivolto a noi che guardiamo, ma lontano, assorto in sé e dominatore, sfrontato e indolente, animalesco e primitivo, uno sguardo che ha sedotto moltissimi, non solo Oloferne, primo fra tutti un brillante curatore museale e critico d’arte appassionato, Nino Barbantini. Egli attorno alla Giuditta ha intessuto uno dei più interessanti e spregiudicati testi critici del suo tempo, riflettendo il piacere di quel quadro fino ai giorni nostri. In “Klimt”, una recensione della Sala 10 della Biennale, la scrittura di Barbantini colpisce per l’acutezza dell’analisi, per l’assoluta originalità del ragionamento, per lo stile ironico, sarcastico e bruciante, attraverso cui l’autore fornisce una chiave fondamentale per la lettura del “fenomeno Klimt”.

L’arte di Klimt è retrospettiva ed eclettica, prende spunto da tutti, dai Bizantini ai Giapponesi, subisce influssi letterari e musicali delle epoche precedenti, ma al tempo stesso appartiene all’oggi, lo oltrepassa e prepara al domani: è un’”arte totale”, in cui non esistono confini né di spazio né di tempo. I colori sono vivaci, squillanti, infiammati, a volte fin troppo decorativo, senza mai allontanarsi però dalla realtà. Si parla infatti di “verismo klimtiano” e Giuditta II ne rappresenta il paradigma: un verismo mai oggettivo, che fonda le sue radici nei sentimenti e nella spiritualità dei soggetti, una pittura interiore che non si limita alla rappresentazione dei corpi, ma punta alla “decorazione delle anime”.

Scrive Barbantino: «Giuditta, eroina della storia terribile, piena di orrore e di ribrezzo, che ancora discinta dall’orgia contrae la faccia e le mani appare in tutta la sua grandezza arcana e lasciva, facendo trasparire come il tracciato di un’analisi spietata sui segni simbolici dell’animo, le piste di un’umanità inquieta e nervosa, la connessione maledetta e ipnotica tra la bellezza più fulgida e traboccante di sensualità e la morte».

Seconda tappa del Gruppo di lettura: Un suicidio perfetto

mercoledì, febbraio 8th, 2012


In questa seconda tappa de La verità del serpente, sulla scia degli  interventi arrivati fin qui, mi piacerebbe focalizzarmi sull’attenzione di Farinetti alle psicologie dei personaggi.

Nelle prime pagine del libro, come abbiamo osservato, l’ambiente veneziano aveva infatti prevalso nella quantità e nella qualità di descrizioni, rendendosi esso stesso parte viva e complice della storia e depositando i giusti presupposti di suspance e attesa per l’arrivo di qualcosa di sconvolgente.

Al contrario, la grande quantità di figure che ruotavano attorno alla Leonella erano rimaste soltanto accennate con leggeri tratti a matita, dando più importanza alla loro coralità che alle singole voci.

Da pagina 154 inizia invece una vera e propria immersione dentro situazioni caratteriali e psicologiche che inducono a sospettare di tutti e, insieme, a cercare di capire cosa si cela dietro i comportamenti di ognuno.

Dopo il ritrovamento del corpo della Boffa iniziano infatti le indagini e le procedure burocratiche di riconoscimento ma seppure apparentemente si tratti, come svela lo stesso titolo del capitolo, di “Un suicidio perfetto”, la tensione dei personaggi è palpabile.

Lo scompiglio creato dall’inaspettato decesso della donna porta ciascuno a scoprirsi, abbandonando progressivamente le inibizioni e le maschere. Tra l’altro i personaggi non sono più soltanto quelli iniziali, ma la villa continua a riempirsi per l’arrivo di Giorgio Leonelli e della sua ex moglie, nonché proprietaria della villa, Tiziana, accompagnata dall’attuale marito Jean.

Quale personaggio vi ha colpito di più? E perchè?

Gruppo di lettura: La verità del serpente

venerdì, gennaio 20th, 2012

Chi ama leggere, ama condividere le impressioni del libro con altre persone che, magari a chilometri di distanza, sono alle prese con quelle stesse pagine.

Oggi sempre di più il web ci offre nuovi spazi per comunicare agli altri le nostre passioni, per questo motivo abbiamo deciso di ospitare nel blog Marsilio un Gruppo di lettura, in cui i lettori potranno leggere assieme lo stesso libro, discutendo e commentando quasi in tempo reale le sensazioni che stanno provando.

Questa iniziativa è aperta a tutti ma nasce grazie al confronto con i tanti blogger che hanno partecipato al progetto A voi la parola e che ringraziamo ancora.


Il libro che leggeremo è La verità del serpente di Gianni Farinetti, un romanzo a molte voci, soprattutto femminili, nel quale s’intreccia una devastante passione d’amore. Con un sospetto che vibra tra le pagine: e se Venezia, così ammaliante, così crudele, essa stessa un minaccioso, elusivo serpente, non fosse altro che un alibi?

(QUI POTETE TROVARNE UN’ANTEPRIMA)

Come funziona il Gruppo di lettura?

Il Gruppo di lettura sarà ospitato nel nostro blog e avrà ufficialmente inizio il 1° febbraio; sarà costituito da 4 “puntate” (corrispondenti a 4 post sul nostro blog) con cadenza settimanale. 

Mercoledì 1° febbraio pubblicheremo un post con il primo spunto di discussione sul libro: tutti i lettori saranno invitati a inserire la loro opinione nello spazio dei commenti (il blog è moderato, verranno accettati tutti i commenti tranne quelli inoffensivi e non pertinenti).

Nei due mercoledì successivi pubblicheremo altri due spunti di lettura, mentre l’ultima puntata del Gruppo di lettura avrà un ospite d’eccezione, Gianni Farinetti, che risponderà a tutte le domande che i lettori avranno sollevato nel corso della discussione delle settimane precedenti.

Questo il programma:

1 febbraio – Il male si insinua (lettura fino a pagina 154)

8 febbraio – Un suicidio perfetto (lettura fino a pagina 222)

15 febbraio – La verità del serpente (lettura fino a pagina 294)

22 febbraio – Commiato… con un ospite d’eccezione! (fine del romanzo)

A questo punto non ci resta che correre a leggere La verità del serpente

Approfittate della promozione pensata appositamente per voi: da oggi per tutta la durata del Gruppo di lettura il prezzo dell’ebook sarà bloccato a 4,99 euro anziché 11,99 euro!

Ecco a voi iBiennale, l’applicazione iPad ufficiale della Biennale di Venezia

mercoledì, agosto 25th, 2010

La 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, dal titolo People meet in architecture (Venezia, 29 agosto-21 novembre 2010), si apre sotto il segno dell’innovazione e della sorpresa, e consegna ai suoi visitatori uno strumento di esplorazione e conoscenza del tutto nuovo. Nasce infatti iBiennale, la prima applicazione iPad dedicata alla Biennale, realizzata da Log607 in partnership con Marsilio Editori.

Disponibile da oggi sull’App Store, iBiennale è la versione interattiva ed estesa del catalogo dell’edizione 2010, che permette di accedere a tutti i contenuti del catalogo su opere e artisti. Ma non solo: iBiennale è un vero e proprio taccuino emozionale che consente un’esperienza unica e coinvolgente. Una navigazione multidimensionale di tutti i contenuti della Mostra permette di passare da un’opera all’altra, da un artista a un altro, secondo diversi criteri di vicinanza, come l’indice dei nomi, dei luoghi o quello di analogia tematica. In questo modo l’esplorazione è personale e svela punti di vista inediti. Inoltre i contenuti video extra avvicinano a tal punto l’utente alle opere da dargli l’impressione di sfiorarle: su iBiennale, le installazioni, i progetti, i documenti sono mostrati attraverso una ricca gallery di foto, video e contenuti interattivi. Così la visita alla Mostra può aver inizio ancor prima di arrivare a Venezia segnando le opere preferite, organizzando il percorso e annotando i propri appunti. Guidati da un’interazione semplice, la visita alla 12. Mostra Internzionale di Architettura diventa un’esperienza dinamica e immersiva.

Qui il link per scaricare iBiennale e qui sotto il video di presentazione dell’applicazione.

Clicca qui se non riesci a visualizzare subito il video

[youtube HSRI-OHpxBw nolink]

Michelangelo Pistoletto a Venezia il 19 giugno alle 18.30

lunedì, giugno 14th, 2010

Sabato 19 giugno, ore 18.30
caffetteria L’ombra del Leone
Ca’ Giustinian, San Marco, Sede della Biennale di Venezia
Presentazione del volume Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto
presenta Massimo Cacciari
modera Paolo Coltro
sarà presente l’autore

Clicca qui per scaricare l’invito

Kazuyo Sejima vince il Pritzker Architecture Prize 2010

giovedì, aprile 15th, 2010

Kazuyo SejimaKazuyo Sejima ha vinto, assieme a Ryue Nishizawa, il prestigioso premio Pritzker Architecture Prize 2010.

Kazuyo Sejima è direttore della prossima 12. Mostra Internazionale di Architettura, che si terrà a Venezia, dal 29 agosto al 21 novembre 2010. Anche quest’anno il catalogo dell’esposizione sarà curato da Marsilio.

Il titolo scelto da Kazuyo Sejima per la 12. Mostra Internazionale di Architettura è People meet in architecture. Queste le prime parole del neo-direttore sulla prossima esposizione:
L’idea è di aiutare gli individui e la società a relazionarsi con l’architettura, aiutare l’architettura a relazionarsi con gli individui e la società, e aiutare gli individui e la società a relazionarsi tra loro.
Può l’architettura chiarire i nuovi valori e i nuovi stili di vita dell’XXI secolo? Questa mostra sarà l’occasione per sperimentare le potenzialità dell’architettura, per comprendere in che modo essa esprima nuovi modi di vivere, e per mostrare che è il frutto di valori e approcci differenti.

WHAIWHAI, il nuovo sito

mercoledì, aprile 14th, 2010

Milano DiamanteLe hanno definite in vari modi…
«Un po’ Dan Brown, un po’ Stendhal e un po’ Segno del comando: il gioco che sta diventando fenomeno di costume» Corriere della Sera

«Non è un gioco per chi ha fretta ma chi ha viaggiato con WHAIWHAI racconta di un’esperienza divertente, una caccia al tesoro dall’esito mai scontatoLa Repubblica

«Finita l’era delle vecchie mappe di pergamena incartapecorita, i pirati moderni trovano il tesoro con il loro cellulare.» Wired

Ma cosa sono veramente le guide WHAIWHAI? Per scoprirlo, vi invitiamo a visitare il nuovo sito internet http://www.whaiwhai.com/
… E per chi ancora non l’avesse capito, ecco un divertentissimo video!

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Carnivalia, il gioco del Carnevale di Venezia 2010

lunedì, febbraio 1st, 2010

Mancano pochi giorni a Carnevale e quest’anno c’è un motivo in più per godere dell’atmosfera di festa tipica di questa manifestazione: Carnivalia, il gioco ufficiale del Carnevale di Venezia 2010.

Carnivalia è una mappa speciale, che porterà a conoscere la città di Venezia attraverso curiosi racconti e soprattutto in compagnia di una guida d’eccezione, Giacomo Casanova.

Ma Carnivalia non è solo questo: tra il 6 e il 14 febbraio saranno organizzate delle sfide a squadre che renderanno ancora più frizzante l’atmosfera di quei giorni.

Per avere maggiori informazioni, scrivete a carnivalia@whaiwhai.com oppure visitate il blog http://blog.whaiwhai.com

E se mercoledì 3 febbraio passate per Venezia, vi invitiamo alla presentazione ufficiale in anteprima di Carnivalia: all’Hard Rock Cafè in Bacino Orseolo (San Marco 1192)!

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