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Terza tappa del Gruppo di lettura: La verità del serpente

mercoledì, febbraio 15th, 2012

Procediamo con la terza tappa del Gruppo di lettura su La verità del serpente!

Questa volta mi piacerebbe allargare lo sguardo, prendendo lo spunto da una frase del libro che mi ha colpita e spostando la discussione su un tema più generale:

la morte di una persona, infatti, sia che si tratti di suicidio che di omicidio, ci pone davanti alla questione del male e della sofferenza.

Scrive Farinetti a pagina 239 parlando di Sebastiano: “Qualche mese prima, una sera a Roma, aveva di colpo pensato che quella notte al Lido il male si era insinuato alla Leonella. Il male o la sofferenza? E che differenza può esservi tra l’uno e l’altra?

Mi piacerebbe che nella prossima puntata l’autore ci dicesse la sua opinione a riguardo, e poi chiedo a voi: La verita del serpente, secondo voi, è un libro che parla del male o della sofferenza? e che differenza c’è?

 

Seconda tappa del Gruppo di lettura: Un suicidio perfetto

mercoledì, febbraio 8th, 2012


In questa seconda tappa de La verità del serpente, sulla scia degli  interventi arrivati fin qui, mi piacerebbe focalizzarmi sull’attenzione di Farinetti alle psicologie dei personaggi.

Nelle prime pagine del libro, come abbiamo osservato, l’ambiente veneziano aveva infatti prevalso nella quantità e nella qualità di descrizioni, rendendosi esso stesso parte viva e complice della storia e depositando i giusti presupposti di suspance e attesa per l’arrivo di qualcosa di sconvolgente.

Al contrario, la grande quantità di figure che ruotavano attorno alla Leonella erano rimaste soltanto accennate con leggeri tratti a matita, dando più importanza alla loro coralità che alle singole voci.

Da pagina 154 inizia invece una vera e propria immersione dentro situazioni caratteriali e psicologiche che inducono a sospettare di tutti e, insieme, a cercare di capire cosa si cela dietro i comportamenti di ognuno.

Dopo il ritrovamento del corpo della Boffa iniziano infatti le indagini e le procedure burocratiche di riconoscimento ma seppure apparentemente si tratti, come svela lo stesso titolo del capitolo, di “Un suicidio perfetto”, la tensione dei personaggi è palpabile.

Lo scompiglio creato dall’inaspettato decesso della donna porta ciascuno a scoprirsi, abbandonando progressivamente le inibizioni e le maschere. Tra l’altro i personaggi non sono più soltanto quelli iniziali, ma la villa continua a riempirsi per l’arrivo di Giorgio Leonelli e della sua ex moglie, nonché proprietaria della villa, Tiziana, accompagnata dall’attuale marito Jean.

Quale personaggio vi ha colpito di più? E perchè?

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